
Ci sono libri che si limitano a raccontare un viaggio. E ce ne sono altri che chiedono al lettore da che parte stare. “Sull’arca e dentro la balena”, il diario di viaggio del monaco buddhista Dharmapala Claudio Torrero a bordo della Freedom Flotilla diretta verso Gaza, appartiene a questa seconda categoria. Non è un libro di geopolitica né un manifesto ideologico: è il racconto di un attraversamento, esteriore e interiore, nel quale il mare diventa il luogo in cui si misurano la paura, il coraggio, la compassione e la responsabilità di non voltarsi dall’altra parte davanti alla sofferenza.
È una prospettiva che trova una sorprendente consonanza con la storia di Meana di Susa, terra resistente. Qui Ada Gobetti non trovò soltanto un luogo di villeggiatura: durante la Resistenza questo paese divenne uno spazio concreto di scelta, di organizzazione, di collegamento tra le formazioni di Giustizia e Libertà. Per lei la Resistenza non fu mai soltanto opposizione armata al fascismo, ma esercizio quotidiano di responsabilità civile, educazione alla libertà e difesa della dignità umana.
Per questo l’incontro promosso dall’Associazione culturale Dal Gallo Sebastiano assume un significato che va oltre la semplice presentazione di un libro. L’associazione porta nel proprio nome un’eredità precisa: “Il Gallo Sebastiano”, il celebre libro per l’infanzia di Ada Gobetti, una favola che insegna ai più giovani a non accettare passivamente il mondo così com’è, ma a sviluppare uno sguardo libero, critico e solidale. Nella sua prefazione a una recente edizione, Goffredo Fofi riconosce proprio questa straordinaria capacità dell’opera di parlare ai bambini senza semplificare la realtà, educando alla libertà attraverso il racconto e l’immaginazione.
Non è difficile cogliere il legame con il libro di Claudio Torrero. Anche qui il centro non è il conflitto in sé, ma la scelta di attraversarlo senza rinunciare all’umanità. La navigazione della Flotilla diventa il simbolo di una resistenza diversa: non armata, ma civile; non fondata sulla contrapposizione, bensì sulla volontà di testimoniare che la pace non è neutralità, ma presenza accanto alle vittime e rifiuto dell’indifferenza. Il viaggio fisico si trasforma così in un itinerario etico e spirituale, nel quale la compassione buddhista incontra una responsabilità profondamente universale.
È forse questa la forma più attuale della parola Resistenza. Non soltanto la memoria di ciò che accadde tra il 1943 e il 1945, ma la capacità, ogni volta, di scegliere la solidarietà invece della rassegnazione, il dialogo invece dell’odio, la testimonianza invece del silenzio.
In questo senso l’appuntamento di sabato 11 luglio alle 17, nella sede dell’Associazione Dal Gallo Sebastiano a Meana di Susa, si inserisce perfettamente nella vocazione culturale dell’associazione. Claudio Torrero dialogherà con il pubblico a partire dalla sua esperienza narrata in “Sull’arca e dentro la balena”, mentre Nicoletta Molinero accompagnerà l’incontro con letture tratte dal volume, dando voce a un racconto che intreccia cronaca, meditazione e ricerca di senso.
Dal “Gallo Sebastiano” di Ada Gobetti al viaggio della Freedom Flotilla, il filo non si interrompe. Cambiano i luoghi, cambiano i protagonisti, ma rimane la stessa domanda: come si resta umani quando la storia mette alla prova la coscienza? È questa la domanda che la Resistenza ha consegnato al nostro tempo e che incontri come questo continuano, con discrezione ma con forza, a rilanciare.