
Speranza e Resistenza. Due parole che non si limitano a evocare un atteggiamento interiore, ma delineano una postura concreta di fronte alla storia: la speranza come capacità di immaginare ciò che ancora non è; la resistenza come scelta di agire, anche quando tutto sembra suggerire il contrario. È dentro questa tensione feconda che si colloca il nuovo appuntamento del tour di presentazione del libro “Sull’Arca e dentro la balena. Un monaco in viaggio con la Flotilla” di Dharmapala – Claudio Torrero.
Giovedì 7 maggio 2026, alle 18.15, presso la Sala Ricci della Fondazione Culturale San Fedele di Milano, l’incontro-presentazione promosso anche da Aggiornamenti Sociali, ulteriore rilevante e significativa tappa del tour del volume pubblicato da Interdependence con Gondour Edizioni, si propone come un momento di approfondimento e confronto pubblico su una delle esperienze più discusse e simbolicamente potenti del nostro tempo, quella della Freedom Flotilla. Non si tratta soltanto di raccontarne i fatti, ma di interrogarne il significato, il valore e le implicazioni etiche e politiche.
A offrire una chiave interpretativa particolarmente feconda è proprio la lettura proposta dal direttore di Aggiornamenti Sociali, Giuseppe Riggi, che, nel tentativo di cogliere il significato più profondo dell’esperienza della Flotilla, ricorre a un’immagine biblica ulteriore rispetto a quelle evocate dall’autore. Il riferimento è al celebre episodio di Davide e Golia (1Sam 17), che Riggi rilegge in questi termini:
“L’iniziativa sembra inevitabilmente destinata a concludersi con un fallimento: troppo grande è la sproporzione delle forze in campo per ipotizzare che possa esserci un esito diverso. […] Eppure proprio quel brano ci suggerisce che è necessario uscire da comprensioni ristrette, per cui l’aspetto esteriore determina, ad esempio, le possibilità di riuscita o una fionda non è considerata adatta a un duello. Da lettori del brano biblico corriamo il rischio di concentrare l’attenzione su quanto accade quando i due uomini si trovano l’uno di fronte all’altro nel campo di battaglia, non riconoscendo che l’esito che lì si realizza è stato preparato dalle scelte di campo compiute da Davide in precedenza”.
Il cuore di questa interpretazione sta nella contrapposizione tra due logiche: non semplicemente uno scontro tra forze diseguali, ma un confronto tra visioni del mondo, tra modi diversi di intendere sé stessi, gli altri e il valore della vita. È una dialettica che attraversa la storia e che ritroviamo, ad esempio, nelle pratiche della nonviolenza gandhiana, dove l’azione non mira all’eliminazione dell’avversario, ma alla trasformazione della relazione, alla ricerca di riconoscimento e giustizia.
Le immagini dell’Antico Testamento – patrimonio condiviso tra tradizione ebraica e cristiana – tornano così a mostrarsi nella loro forza originaria: non solo simboli spirituali, ma matrici vive di un pensiero in cui dimensione religiosa e dimensione politica si intrecciano in modo inscindibile. È proprio questa consapevolezza a fare da sfondo all’incontro milanese, che si propone come un momento di approfondimento comunitario e di discernimento collettivo.
La tappa presso la Fondazione Culturale San Fedele rappresenta un passaggio rilevante nel percorso di diffusione del libro e più in generale nel cammino aperto dall’appello “Mai più per nessuno”, posto in appendice al volume e maturato anche in vista della partecipazione di Claudio Torrero alla missione della Freedom Flotilla.
In questo quadro si inserisce con particolare rilievo l’esperienza di “Mai Indifferenti – Voci ebraiche per la pace”, realtà che riunisce cittadine e cittadini ebrei impegnati nel promuovere una parola pubblica capace di tenere insieme memoria, responsabilità e giustizia. Il loro contributo rompe la falsa alternativa tra appartenenza e critica, mostrando come proprio dentro una tradizione — segnata profondamente dalla storia — possa nascere un impegno attivo contro ogni forma di violenza e disumanizzazione. “Mai Indifferenti” richiama così un’etica della vigilanza che si oppone all’assuefazione e rivendica la necessità di prendere posizione di fronte alla sofferenza, ovunque essa si manifesti.
Non è un caso che questa sensibilità risuoni profondamente con l’appello “Mai più per nessuno”: entrambe le espressioni indicano una postura morale e politica che rifiuta la selettività dell’empatia e chiede coerenza, universalità e coraggio. In questa convergenza si coglie uno degli elementi più significativi dell’incontro: la possibilità di costruire alleanze inedite, fondate su una comune tensione etica.
L’incontro manterrà infatti una forte caratterizzazione interreligiosa e plurale. Accanto all’autore, dialogheranno Saby Fresko, per “Mai Indifferenti – Voci ebraiche per la pace”; Sophie Langeneck, pastora metodista, espressione dell’impegno delle Chiese valdesi e metodiste; Mariangela Perito, delle ACLI, organizzazione che ha espresso con chiarezza la propria contrarietà all’embargo su Gaza e il sostegno alla Freedom Flotilla, richiamando la centralità della dignità umana e della solidarietà internazionale. A moderare sarà Mauro Bossi di Aggiornamenti Sociali. In questo intreccio di esperienze, tradizioni e linguaggi, “La speranza e la resistenza” si confermano non solo come titolo, ma come orientamento. Speranza, perché capace di vedere oltre l’immediato e di sottrarsi alla rassegnazione; resistenza, perché radicata in scelte concrete che, anche nella sproporzione, continuano a interrogare la realtà e ad aprire possibilità. È in questo spazio, fragile e tenace insieme, che si gioca ancora oggi la possibilità di costruire relazioni più giuste e un futuro condiviso.