
C’è un luogo, nel quartiere torinese di San Donato, dove la cultura non viene semplicemente “ospitata”, ma attraversata, condivisa, messa in relazione. In via Carlo Bossi 28, la sede de Il Laboratorio si definisce non a caso “crocevia di cultura”: un’espressione che racconta bene la natura di uno spazio nato per intrecciare linguaggi, esperienze, discipline e persone. Un luogo dove il pensiero contemporaneo incontra la memoria, la ricerca si apre al dialogo e l’approfondimento culturale diventa occasione di comunità.
È dentro questa identità, costruita in oltre quarant’anni di attività, che si inserisce la quarta edizione di “LaborAutori”, la rassegna proposta nell’ambito del Salone Off e promossa dall’associazione guidata da Mauro Carmagnola. Un appuntamento che negli anni ha consolidato la propria vocazione: non limitarsi alla presentazione di libri, ma trasformare ogni incontro in un’esperienza di confronto vivo, in cui le opere diventano strumenti per leggere il presente, interrogare le coscienze e aprire nuovi percorsi di riflessione.
Tra gli appuntamenti più significativi dell’edizione 2026 vi è quello di giovedì 14 maggio alle 18.30, dedicato al volume “Sull’Arca e dentro la balena, un monaco buddhista in viaggio con la Flotilla” di Dharmapala – Claudio Torrero, pubblicato dall’associazione Interdependence in collaborazione con le Gondour Edizioni del Centro Studi “Silvio Pellico”. Più che una semplice presentazione editoriale, l’incontro si annuncia come un attraversamento di esperienze, spiritualità e visioni del mondo differenti, nel segno di quella apertura culturale che costituisce da sempre il tratto distintivo de “Il Laboratorio”.
L’associazione torinese, nata nel 1982 dall’iniziativa di un gruppo di studenti universitari desiderosi di approfondire i grandi temi culturali del Novecento, ha costruito negli anni un percorso originale e coerente, fondato sull’idea della cultura come pratica condivisa e strumento di crescita civile. Attorno ai filoni sociale, artistico e scientifico, Il Laboratorio ha saputo sviluppare una proposta capace di unire divulgazione, ricerca, musica, arti figurative, editoria e formazione, mantenendo sempre centrale il valore dell’incontro diretto tra autore e pubblico.
In questo senso, la presenza del libro di Dharmapala – Claudio Torrero appare particolarmente significativa. Il volume-diario nasce infatti da un’esperienza concreta di viaggio e testimonianza vissuta sulla Flotilla, e si muove lungo coordinate che toccano il dialogo interreligioso, la solidarietà, la resistenza nonviolenta e il rapporto tra le identità nella comune umanità. Temi che risuonano profondamente con la visione culturale dell’associazione: quella di una cultura che non si chiude nell’autoreferenzialità, ma si espone al mondo, ai conflitti del presente e alle domande spirituali e sociali del nostro tempo.
Non è un caso che il libro stia diventando, tappa dopo tappa, un vero generatore di dialogo. Dopo il recente incontro milanese presso la Fondazione San Fedele, organizzato insieme ad Aggiornamenti Sociali, dove il confronto si è concentrato sul legame tra speranza e resistenza, il percorso approda ora a Torino in una sede che da sempre considera il confronto tra sensibilità differenti una ricchezza e non una minaccia. In quell’occasione milanese era emersa con forza l’idea di una dissidenza rispetto all’uso “contundente” delle identità, spesso trasformate in strumenti di contrapposizione, e la necessità invece di praticare la solidarietà a partire dal riconoscimento della sofferenza dell’altro, indipendentemente dalle appartenenze.
Sono riflessioni che trovano nel contesto de “Il Laboratorio” un terreno particolarmente fertile. La storia stessa dell’associazione racconta infatti una continua ricerca di connessioni: tra discipline diverse, tra generazioni, tra arte e pensiero politico, tra spiritualità e vita civile. Dai primi Incontri di Studio degli anni Ottanta alle collaborazioni editoriali, dalle esperienze musicali agli spazi dedicati ai giovani artisti piemontesi, il sodalizio torinese ha sempre privilegiato un’idea di cultura come processo vivo, mai separato dalla realtà sociale e umana.
Così, anche questo nuovo appuntamento di LaborAutori assume il valore di un passaggio ulteriore dentro un cammino collettivo. Non soltanto la presentazione di un libro, ma l’occasione per sostare – almeno per una sera – dentro domande che riguardano tutti: il rapporto con l’altro, il significato della speranza nei tempi difficili, la possibilità di costruire ponti invece di muri.
In una città come Torino, storicamente laboratorio di pensiero, associazionismo e sperimentazione culturale, esperienze come quella de Il Laboratorio continuano a rappresentare un presidio prezioso. Non semplicemente uno spazio di eventi, ma un luogo dove la cultura conserva ancora la capacità di mettere in relazione, generare senso e creare comunità.
Marco Margrita
Direttore Gondour Edizioni