
Ci sono libri che nascono per raccontare una storia e altri che, quasi naturalmente, finiscono per diventare luoghi di incontro. “Sull’arca e dentro la balena. Un monaco in viaggio con la Flotilla” di Dharmapala – Claudio Torrero, come sta dimostrando il tour che lo sta portando in “luoghi di pensiero” di diversa ispirazione, appartiene senza dubbio alla seconda categoria: un libro che attraversa esperienze, culture, simboli, spiritualità e relazioni umane, trasformando il viaggio in una possibilità concreta di ascolto e di trasformazione reciproca.
Il libro, dopo l’appuntamento genovese al Circolo Bianchini, torna ora in Liguria.
Venerdì 15 maggio alle 18, il Piccolo Teatro Matuziano di Sanremo ospiterà la presentazione dell’opera in uno spazio che non rappresenta soltanto una cornice, ma parte stessa del significato dell’evento: la Federazione Operaia Sanremese, storica realtà cittadina che da decenni custodisce una forte vocazione sociale, mutualistica e solidale. Un luogo che conserva la memoria di una comunità e che continua ancora oggi a essere presidio culturale e umano, aperto al confronto e all’incontro tra esperienze differenti. È proprio in spazi come questo che libri simili trovano la loro naturale risonanza.
La peculiare esperienza con la Flotilla, di Dharmapala Claudio Torrero – attraversamento interiore, un confronto continuo tra spiritualità e realtà concreta, tra meditazione e sofferenza del mondo, tra silenzio contemplativo e responsabilità umana – troverà quindi un’altra ulteriore risonanza.
Nel libro convivono dimensioni apparentemente lontane: il mare e la coscienza del singolo, la tensione politica e la ricerca spirituale, l’azione e il raccoglimento. Una narrazione che non offre risposte semplici, ma apre spazi di riflessione sul significato del prendersi cura, sull’incontro con l’altro e sulla possibilità di mantenere viva un’umanità condivisa anche nei contesti più complessi.
È anche per questo che il libro continua, tappa dopo tappa, a generare incontri autentici. Il tour che ora approda a Sanremo, non è semplicemente una successione di presentazioni, ma un percorso umano che mette in comunicazione mondi differenti, persone lontane per esperienze e sensibilità che trovano però nella parola condivisa, cioè incarnata, un terreno comune. Un libro capace di creare connessioni inattese e profonde, facendo dialogare storie individuali e dimensione collettiva, spiritualità e impegno civile, ricerca interiore e realtà contemporanea.
A rendere particolarmente significativa la serata saranno anche le presenze che accompagneranno l’autore.
A introdurre l’incontro sarà Faris La Cola, figura da anni attiva nel panorama culturale ligure come musicista, autore, organizzatore e promotore artistico. La Cola è anche animatore della casa editrice Studiolo Edizioni, progetto editoriale indipendente che si distingue per una costante attenzione verso il pensiero tradizionale, la ricerca culturale non omologata e il recupero di percorsi intellettuali spesso marginalizzati dal dibattito contemporaneo.
La sua partecipazione assume un valore ulteriore proprio perché rappresenta qualcosa di raro nel panorama culturale attuale: un editore che sceglie di sostenere e presentare il libro pubblicato da un’altra realtà editoriale, mettendo al centro non appartenenze o logiche di mercato, ma la qualità umana e culturale dell’opera. È un gesto che racconta una precisa idea di cultura come spazio di dialogo, di circolazione libera delle idee e di costruzione di relazioni.
Nel percorso di Faris La Cola emerge inoltre un interesse particolare per il pensiero simbolico e per quelle tradizioni culturali capaci di leggere la modernità senza rinunciare alla profondità spirituale e antropologica. In questo senso il dialogo con il libro di Dharmapala Claudio Torrero appare particolarmente naturale.
A dialogare con l’autore sarà Manuela Ormea, insegnante e scrittrice che da tempo porta avanti una riflessione narrativa attenta ai cambiamenti sociali, alla memoria e alla dimensione umana delle relazioni. Il suo sguardo sensibile e la sua esperienza nel racconto delle fragilità contemporanee contribuiranno a rendere il confronto particolarmente intenso. La sua presenza offrirà infatti un punto di vista capace di entrare nelle pieghe emotive e culturali del libro, valorizzandone non solo la dimensione testimoniale ma anche quella profondamente umana e letteraria.
La serata del 15 maggio si annuncia così come un’occasione preziosa per chi ama i libri che non si limitano a raccontare, ma interrogano; per chi vede nella cultura un’esperienza viva e condivisa; per chi sente ancora il bisogno di luoghi in cui il pensiero, la spiritualità, la letteratura e il dialogo possano incontrarsi senza barriere.
In un tempo che spesso spinge verso la chiusura e la semplificazione, eventi come questo ricordano invece il valore dell’ascolto, della complessità e della relazione. E forse proprio qui sta il senso più profondo di questo libro e del suo viaggio: continuare a creare ponti tra mondi diversi, facendo della parola un luogo possibile di umanità comune.
Marco Margrita
Direttore Gondour Edizioni