Questa luna piena, secondo le tradizioni che si richiamano al Buddha, è la luna piena del Vesak. Vi si celebra il Risveglio, ma anche la nascita e la morte del Buddha stesso. Come dire che la sua intera vita, per come la conosciamo nella narrazione tramandata, ha il suo centro in quell’evento decisivo, e d’altra parte in quell’evento è la vita stessa a mostrarsi in una diversa luce.

Cosa mai andiamo cercando, dal giorno che siamo nati a quello in cui moriremo? Qualcosa che ci si mostra in infinite forme, che in infiniti modi promette di colmare una mancanza che avvertiamo in noi. È quello per cui ci adoperiamo, lottiamo, e abbiamo di volta in volta ragione di farlo, e riusciamo spesso a dare di noi il meglio, anche se altre volte il peggio; e in ogni caso c’è da soffrire, e comunque poi si muore.
Che senso ha tutto ciò, e soprattutto qual è la fonte da cui il meglio scaturisce? Non è questo che cerchiamo, in fondo? Ciò che si può dire in infiniti modi, con tutte le parole dell’umanità, ma che già originariamente ci accoglie, senza che ne siamo consapevoli…

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