Ministro Ben Gvir, chi le scrive sei mesi fa si è trovato nella condizione in cui, di fronte al mondo intero, abbiamo visto oggi i membri della Flotilla. E c’ero con la veste di monaco buddhista, che poi mi è stata tolta, come tutto il resto. E adesso, guardando le immagini che tutto il mondo vede, avverto di rivivere, più ancora che il dolore, l’onore di aver sperimentato né più né meno che un frammento di ciò che i palestinesi vivono ormai da più generazioni.

So che questo onore lei non lo può comprendere. Nella sua mente c’è evidentemente spazio solo per tutt’altro. Le immagini non possono mentire: lei ha voluto esibire di fronte al mondo, umiliati ai suoi piedi, quelli che giudica nemici dello stato ebraico. E non si rende conto di aver con questo trascinato l’ebraismo nell’ignominia, fino al tradimento del senso suo profondo. Non se ne rende conto perché la tracotanza acceca, e, mi si consenta, conduce alla rovina.

C’è una parola soltanto che lei merita: vergogna. Vergogna per aver portato sulla scena la deformazione più mostruosa di ciò che nella Bibbia è il popolo eletto da Dio, facendone una sorta di razza superiore a cui è concesso quel che non è concesso ad alcun altro. Vergogna per la volgarità con cui calpesta ciò che dalla radice ebraica scaturisce: l’universale dignità che a ogni essere umano spetta. Vergogna per aver gettato fango sulla memoria della Shoah, inducendo a pensare il mondo intero: ecco, le vittime diventano carnefici.

Ma la vergogna non ricada solo su di lei. Nella sua inconsapevolezza, lei è solo l’esplosione di una malattia che viene da lontano. Ancor più ricada su chi nel corso dei decenni ha contribuito giorno dopo giorno a che si giungesse a questo. Su chi ha taciuto, ha giustificato, ha mentito, consentendo al male di giungere in profondità. Ricada su chi ha negato ciò che doveva essere evidente: che l’edificazione dello stato ebraico richiedeva l’espulsione dei palestinesi.

Scenda la vergogna su tanti, a cominciare dai governi che si fanno complici, da chi vende armi, da chi si oppone alle sanzioni e al boicottaggio. Possa la vergogna sommergerli, fino a poter un giorno essere perdonati.

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