
Nella tradizione Theravada dello Sri Lanka questa luna piena è Poson Poya. Vi si celebra l’introduzione del Dharma nell’isola ad opera di Mahinda, il monaco figlio dell’imperatore Ashoka. Quest’ultimo aveva inviato monaci nelle più diverse direzioni, anche in Occidente, e a Sri Lanka il suo stesso figlio. Il Dharma avrebbe poi fatto il suo ingresso lungo i secoli nelle varie civiltà asiatiche, e oggi finalmente in Occidente. E, oggi come ogni volta, non è nella sua natura sostituirsi alla precedente tradizione, bensì contribuire a rinnovarla.
Se non abbiamo una tradizione a cui collegarci, siamo come foglie al vento. Non è neppure vero che viviamo nel presente, se non nel modo più banale e dispersivo, quando non sappiamo cosa fare della nostra vita. Ma una tradizione non è solo un legame col passato, né con ciò che si pretende che sia atemporale. È una via, storicamente e culturalmente connotata, per andare alle sorgenti più profonde della vita, alle quali attingere in forme sempre nuove. Una tradizione insomma è viva in quanto inesauribilmente si rinnova. E il presente, nel quale si raccoglie quel che è stato e quello che sarà, è questo continuo rinnovarsi.