
La Pentecoste cristiana riprende quella ebraica, che celebra il dono della Legge fatto a Mosè sul monte Sinai; e, come quell’evento è fondante per il popolo ebraico, la discesa dello Spirito costituisce il fondamento della Chiesa. Ed è significativo che conferisca il dono delle lingue: l’esperienza del Vangelo valica i confini della cultura entro cui ha preso forma, e oggi non è difficile pensare che lo Spirito sia all’opera in tutte le tradizioni e in ogni manifestazione dell’umano.
Lo Spirito unisce, non certo divide – chi divide è il suo avversario. È rispettoso di quel che ciascuno è, se lo chiama a trasformarsi è perché incontri la sua natura più profonda. Facendo questo, scopriamo il meraviglioso: l’interdipendenza dei nostri destini. A questo lo Spirito ci chiama. Ed è bellissimo rispondere alla chiamata.