Sull’Arca e dentro la balena
Un monaco in viaggio con la Flotilla

La prima presentazione di Sull’Arca e dentro la balena. Un monaco in viaggio con la Flotilla (Interdependence con Gondour Edizioni, pagg. 114) non poteva che assumere la forma di un evento interreligioso. La natura stessa del libro lo richiede. Non siamo di fronte a un saggio teorico né a un resoconto politico, ma a un diario scritto nel tempo vivo dell’esperienza, là dove il corpo, la coscienza e la responsabilità morale sono chiamati a esporsi senza mediazioni. Il viaggio verso Gaza e l’attraversamento del “ventre della balena” non sono solo eventi narrati, ma luoghi interiori in cui la nonviolenza viene messa alla prova come pratica concreta, fragile, radicale.
Il testo nasce anche dall’incontro tra cammini spirituali diversi e dalla convinzione che solo il dialogo profondo tra le tradizioni possa sottrarre la fede alla sua deriva identitaria e restituirla alla sua vocazione universale. In queste pagine il buddhismo meditativo, la memoria cristiana, il confronto con l’ebraismo e con l’islam, la riflessione filosofica e l’impegno civile non si sovrappongono, ma si interrogano reciprocamente, accettando il rischio di sostare nelle contraddizioni della storia senza rimuoverle.
Per questo il Centro Studi Sereno Regis è il luogo più evocativo per accogliere questa prima presentazione. Da decenni esso rappresenta in Italia uno spazio di elaborazione critica e di pratica della nonviolenza, un laboratorio in cui saperi differenti – teologici, storici, filosofici, politici – si incontrano senza gerarchie, mossi dalla ricerca di una giustizia che non separi mai la verità dalla compassione. Qui la nonviolenza non è un’etichetta, ma un esercizio esigente di responsabilità verso il mondo.
L’incontro che inaugura il cammino pubblico del libro riunisce voci provenienti da esperienze religiose e culturali differenti: il cristianesimo nelle sue diverse declinazioni, l’ebraismo impegnato nel dialogo e nella memoria, l’islam attento alla sfida dell’estremismo, il pensiero filosofico e l’impegno civile per la pace. Non come somma di identità, ma come ascolto reciproco, nella consapevolezza che solo un sapere condiviso e attraversato dall’etica può reggere l’urto del presente.
Questa presentazione non vuole offrire risposte definitive, ma aprire uno spazio comune di parola e di silenzio, di inquietudine e di responsabilità. Come l’Arca, fragile e disarmata. Come la balena, luogo oscuro ma necessario per rinascere.
Marco Margrita
giornalista e direttore editoriale
Gondour Edizionigra
