
Nel mondo islamico si celebra Id al-Adha, ovvero la Festa del Sacrificio. Ben noto è il racconto biblico del sacrificio di Isacco, che nel Corano è però Ismaele, considerato capostipite degli arabi. In entrambi i casi il figlio di Abramo viene all’ultimo sostituito da una vittima animale. Il senso più evidente è il richiamo a una completa sottomissione all’imperscrutabile volontà di Dio, rappresentando insieme la Sua grande misericordia.
Può non esser facile oggi riconciliarci con l’idea del sacrificio, a causa degli abusi di cui è stata fatta oggetto; e anche se, per quanto suggerito dall’etimologia latina, il suo senso è “render sacro”. Ma c’è un grande sacrificio a cui siamo chiamati oggi: cioè l’impegno a che nessuno sia mai più sacrificato.