Dharmapala al Festival presso Valpe Door. Il tour di Sull’Arca e dentro la balena fa tappa a Villar Pellice. Un incontro che intreccia meditazione, nonviolenza e ascolto, nel segno dell’esperienza di Interdependence
Continua il tour di Sull’Arca e dentro la balena. Un monaco in viaggio con la Flotilla, il libro di Dharmapala – Claudio Torrero, che sabato 5 settembre approda a Villar Pellice, nell’ambito del Festival del Benessere della Val Pellice. Alle 19, al Valpe Door, il monaco buddhista e presidente di Interdependencedialogherà intorno al volume nato dall’esperienza vissuta a bordo della Conscience, nella spedizione civile della Flotilla diretta verso Gaza. Un appuntamento che, per il contesto nel quale si inserisce, consente di leggere il libro anche da una prospettiva particolare: quella del rapporto fra pace, benessere e ascolto profondo dell’umano.
Pubblicato da Interdependence con Gondour Edizioni, Sull’Arca e dentro la balena è molto più del resoconto di una navigazione. È il racconto di un viaggio che, fin dalle prime pagine, viene presentato come duplice: un viaggio reale verso Gaza e, insieme, un viaggio interiore. Dharmapala racconta la partenza, l’esperienza sulla nave, l’intercettazione, la detenzione e il ritorno, ma cerca continuamente ciò che gli avvenimenti possono dire alla coscienza di ciascuno. Il libro nasce così da una vicenda collettiva e politica per approdare a una domanda radicalmente personale: “Quale rotta stiamo dando alla nostra vita e, attraverso di essa, al mondo?”.
È proprio questo il punto di incontro più significativo con lo spirito del Festival del Benessere. La manifestazione, in programma dal 4 al 6 settembre, propone a Villar Pellice pratiche, incontri e attività dedicate all’ascolto, al movimento, al rilassamento e alla ricerca interiore. Trentasei operatori del benessere, musicisti e artisti del territorio animeranno gli spazi del Valpe Door e il suo giardino, secondo una logica di partecipazione ispirata all’economia del dono. L’ingresso gratuito rafforza l’idea di uno spazio accessibile, nel quale condividere tempo, competenze e attenzione senza che tutto debba essere ricondotto a una prestazione o a un consumo.
In questo quadro, la presenza di Dharmapala introduce una domanda ulteriore: può esserci autentico benessere se intorno a noi prevalgono la paura, la guerra, la solitudine e l’indifferenza?
La risposta che emerge dal libro non è quella di un’evasione dalla realtà. Al contrario. Il percorso spirituale di Torrero passa attraverso l’immersione nella storia. «Dobbiamo essere disposti a partire. Partire da noi stessi, innanzitutto», scrive nel diario, indicando nel viaggio verso “l’ignoto” una metafora della vita e nell’amore la direzione da seguire.
Il tema della pace diventa così inseparabile da quello del benessere: non una condizione di tranquillità individuale, ma una possibilità umana da costruire nella relazione con l’altro. La Flotilla, nella lettura di Dharmapala, diventa un’esperienza di nonviolenza e un simbolo: fragili imbarcazioni che mettono in gioco la propria vulnerabilità per affermare che la risposta alla violenza non deve necessariamente essere altra violenza. Nella prefazione Ermis Segatti parla di una «rinnovata e in parte originale proposta di nonviolenza attiva».
Ma c’è un altro elemento che rende particolarmente significativa la tappa di Villar Pellice. A bordo, Dharmapala non si limita a osservare: propone una pratica meditativa, invitando a «non avere paura». E si interroga sul rapporto fra la ricerca della libertà interiore e l’impegno per la libertà e la giustizia nel mondo. Il benessere, in questa prospettiva, non coincide con il ripiegamento su di sé: implica la capacità di uscire da sé, di sentire la sofferenza altrui, di assumersene una parte e di trasformare quello che si vive.
È anche il senso dell’esperienza di Interdependence, associazione nata da un percorso di dialogo e di ricerca sul rapporto fra diverse tradizioni spirituali e culturali. Il titolo stesso del libro richiama questa dimensione: siamo «sull’Arca», dentro una storia che riguarda tutti, e «dentro la balena», cioè nel luogo oscuro nel quale siamo chiamati a confrontarci con noi stessi. Il testo si presenta esplicitamente come autobiografico-spirituale, nel quale anche le implicazioni politiche vengono ricondotte a un piano più profondo, «che unisce anziché separare».
Nel solco della forma scelta da Dharmapala – Claudio Torrero per esprimere un cammino nel quale la ricerca spirituale non si separa dall’attenzione per il mondo. La meditazione, così, non diventa una fuga dalla realtà, ma uno strumento per attraversarla con maggiore consapevolezza.
Il Festival offre dunque una cornice particolarmente adatta per questo nuovo incontro con il libro: perché prendersi cura di sé e prendersi cura del mondo non sono esperienze contrapposte. L’ascolto interiore può diventare responsabilità; la meditazione può aprire alla compassione; il benessere può trasformarsi in disponibilità verso l’altro.
E quasi naturalmente la serata di sabato costruisce un percorso tra due linguaggi differenti, ma capaci di incontrarsi proprio sul terreno dell’attenzione. Alle 18 sarà protagonista Paola Mongelli con Respirare con gli occhi, il volume curato da Angela Madesani che raccoglie trent’anni della sua ricerca fotografica. Mongelli, attiva nella fotografia fine-art dagli anni Novanta e oggi impegnata anche nella poesia, nel disegno e nella performance, ha sviluppato una ricerca centrata, tra l’altro, sui temi dell’autoritratto, dell’ombra e del movimento, affiancandola all’attività di formazione e di educazione alla visione.
Guardare e ascoltare: due gesti diversi che possono diventare due forme di attenzione. Respirare con gli occhi invita a fare dello sguardo uno strumento di esperienza; Sull’Arca e dentro la balena conduce invece dentro una traversata nella quale l’ascolto di sé e dell’altro diventa parte della ricerca di un senso. Non è necessario sovrapporre i due percorsi per riconoscere la connessione: entrambi sembrano chiedere al pubblico di rallentare, osservare, ascoltare.
Alle 19 sarà quindi la volta di Dharmapala – Claudio Torrero, che racconterà la propria esperienza e il libro.
Entrambe le presentazioni sono realizzate in collaborazione con la Libreria Claudiana di Torre Pellice, a sottolineare ulteriormente la vocazione dell’appuntamento a mettere in dialogo libri, sguardi e percorsi di ricerca.
In tre giornate dedicate al benessere, alla natura e alla ricerca interiore, ecco trova posto adeguato anche una storia che nasce nel cuore di una delle grandi ferite del nostro tempo. Non come parentesi separata, ma come occasione per interrogarsi sul significato stesso dello stare bene. È, in fondo, il movimento che percorre tutto il libro: dal mare della storia al mare interiore, dalla paura al coraggio, dalla solitudine alla consapevolezza di essere parte di un tutto. Perché la coscienza, scrive Dharmapala, ha «un significato politico, ma anche esistenziale e spirituale» ed è ciò che consente all’essere umano di navigare «sulle sconfinate acque della vita».
Il viaggio verso Gaza e quello dentro se stessi, così, finiscono per incontrarsi. Perché stare bene non significa sottrarsi al mondo, ma trovare un modo più consapevole per abitarlo, ascoltarlo e, quando necessario, provare a cambiarne la rotta. E forse è proprio da questo ascolto, da questa disponibilità a partire da sé per aprirsi all’altro, che può cominciare anche la costruzione della pace.
Marco Margrita
Direttore Gondour Edizioni

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