Nel mondo islamico si celebra Ashura, una festa particolarmente importante dai molteplici significati. In ambito sunnita ricorda la salvazione operata da Dio di Mosè e degli Ebrei dal Faraone; presso gli sciiti commemora il martirio di Al-Husayn ibn Ali nella battaglia di Kerbala. Si tratta di una festa dai tratti prevalentemente severi, anche luttuosi, caratterizzata soprattutto dal digiuno e dall’espiazione delle colpe; ma in alcuni casi stranamente anche gioiosi.

Una lunga catena di errori, colpe e atti di sopraffazione è all’origine degli eventi mondiali in corso, così come ha segnato gran parte della storia umana. Occorrerebbe davvero il pentimento, e decidere di cambiare strada. Occorrerebbe capire fino in fondo che il male non è una condanna ineluttabile, che anche nel dolore, e talvolta grazie a esso, la via che ci libera è sempre aperta.

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