
Oggi, ricorrenza della nascita di Gandhi, è la giornata mondiale della nonviolenza.
Pare una beffa ricordarlo, eppure più che mai c’è bisogno di quella ispirazione. L’idea che il ricorso alle armi sia risolutivo dei conflitti che travagliano il pianeta proprio gli eventi in corso la mostrano irrealistica. Urge l’azione diplomatica, ma più in profondità occorre che muti la coscienza. Troppo grande è stato il cambiamento materiale; occorre che altrettanto lo sia quello spirituale.
La via della nonviolenza richiede il coraggio di uno sguardo non banale, di un cuore grande, di una dedizione incondizionata all’umano e alla vita.