
Due giorni fa era un anno che la nave Conscience, sulla quale ero imbarcato, salpava da Otranto. Aveva inizio, insieme a persone che mi saranno sempre care, una vicenda che, nella sua brevità, è tra quelle di cui nella mia vita sono più felice.
Prima ancora di quello di cui sono continuamente chiamato a testimoniare, cioè il suo significato pubblico, è stata una prova con me stesso. Anzi, proprio quest’ultima cosa permette la prima. E ciò che per me riveste particolare valore è che in quel momento, e in quelli che avrebbero fatto seguito, non ero solo; avvertivo infatti più che mai il legame con coloro a cui voglio bene, e sentivo che quel legame si estendeva incomparabilmente, unendomi a tanti che non avrei mai personalmente conosciuto.
È un’esperienza meravigliosa, di cui non sarò mai abbastanza grato.
Ebbene, mi sembra nient’affatto irrilevante che ieri, esattamente a un anno di distanza, io mi sia trovato coinvolto in due significativi incontri.
A Torino a Palazzo Civico, con il saluto del sindaco e nell’ambito di quel movimento che ha preso forma lo scorso anno, denominato “Mai più per nessuno”, ma con l’impegno in prima fila della Chiesa Valdese di Torino e del Gruppo di Studi Ebraici, è stato pubblicamente presentato un progetto di aiuto materiale ai profughi di Gaza, di cui sono promotrici due donne, una palestinese e una israeliana. Un prezioso segno di come, proprio in mezzo alla disumanità, la vita non smetta di fiorire.
Poi la sera a Milano, alla Casa della Cultura, sono stato coinvolto da un amico ebreo, insieme a una teologa valdese, nel dibattito intorno a un film molto bello – “Metamorphosis” – che traduce, nel contesto delle drammatiche vicende in corso, l’insegnamento della “Conferenza degli uccelli”, un testo fondamentale della tradizione sufi, la corrente mistica dell’Islam. Un film che è un grande messaggio di pace.
Al di là di ciò da cui gli uomini si lasciano dividere, c’è una realtà più profonda, che è la fonte dell’amore. È quello che dobbiamo trovare, per noi e per tutti.
Sono particolarmente lieto di aver conosciuto il regista, Michele Fasano, e di aver sperimentato un’intima sintonia con quel film, con quell’insegnamento, con la misteriosa connessione delle cose entro cui ci troviamo sempre a vivere, se appena ci mettiamo in grado di rendercene conto.
Link al trailer del film “Metamorphosis”: https://youtu.be/O-JhV-GHKQs?si=FA-qheBdiWBQD15E