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Interdependence è un percorso di ricerca culturale e spirituale che nasce nel contesto, oggi ineludibile, del pluralismo religioso. Un percorso  rispettoso in ogni modo delle differenze, ma anche attento a coglierne l’unità originaria. Le sue radici sono profonde quanto quelle delle tradizioni che hanno intessuto la vicenda umana.

Interdependence è un progetto culturale e comunicativo che risponde a un’esigenza sociale odierna. Il passaggio a condizioni di vita mai finora conosciute determina una grave crisi culturale, a cui non si può rispondere con soluzioni vecchie, ma neanche recidendo i legami più vitali. Bisogna aprire le porte a un nuovo che è insieme antico.

Interdependence è un programma educativo e sociale che mira a suscitare energie e mettere in circolazione esperienze. La tentazione è che i problemi dell’umanità odierna trovino soluzione con l’incremento di ciò che li ha prodotti: il dominio della tecnica, il consumismo, l’individualismo. La via è il ritrovamento, in condizioni nuove, degli ineludibili fondamenti della vita.

Alla luce di queste considerazioni, e sulla base di un progetto culturale che già si andava esprimendo nella rivista ‘Interdipendenza’, si è costituita dunque INTERDEPENDENCE, Associazione senza scopo di lucro finalizzata a promuovere l’etica dell’interdipendenza nella coscienza personale e nelle relazioni sociali.

Presentazione

L’esperienza che darà luogo a Interdependence prende originariamente forma da un incontro particolarmente intenso, nell’ambiente torinese, tra la fede cristiana e la spiritualità buddhista; incontro che lascia intuire implicazioni di ampia portata per quanto riguarda l’interpretazione del vissuto religioso e le sue ricadute sociali e culturali. Quasi subito però il gruppo è indotto a precisare la propria identità nel contesto che fa seguito all’11 settembre, quando le diverse culture religiose devono confrontarsi con l’uso della religione in funzione dello scontro politico: ciò avviene in particolare, coinvolgendo la comunità ebraica e quella musulmana, in un pubblico dibattito sul conflitto israeliano-palestinese, in cui si cerca di far emergere, al di là delle posizioni di ciascuno, l’interdipendenza dei soggetti implicati. Ne scaturisce un progetto educativo che si svilupperà per alcuni anni nelle scuole superiori piemontesi, denominato Scuola di pace.
In tale contesto, in cui la condizione del pluralismo religioso è avvertito come il più forte fondamento della pace, viene sviluppandosi un grande sforzo per elaborare una cultura adeguata sul piano soprattutto filosofico e antropologico. Oltre all’organizzazione dell’incontro interreligioso in occasione della visita a Torino del Dalai Lama nel 2007, sono da segnalare alcuni convegni promossi annualmente a Torino in occasione originariamente del Vesakh, la principale festa buddhista, col coinvolgimento di numerosi esponenti dei mondi religiosi e in genere della cultura italiana: vi prendono parte tra gli altri Giuseppe Riconda, Gianni Vattimo, Emanuele Severino, Francesco Remotti, Ernesto Olivero, D. Luigi Ciotti. Nel 2003 il tema è Pluralismo religioso in Europa oggi: problemi ed opportunità; nel 2004 Uscire dal Nichilismo; nel 2005 Identità e interdipendenza: visioni molteplici di un mondo interculturale; nel 2006 La religione nell’era della tecnica; nel 2007 Verso una nuova laicità; nel 2008 Educazione e futuro. I convegni sono per lo più ospitati nel palazzo del Comune di Torino, oppure alla Sacra di San Michele e all’Arsenale della Pace.
A partire dal 2009 tali convegni vengono collocati nell’ambito di una manifestazione più ampia, che, dal piccolo comune di montagna di Monastero di Lanzo, assume il nome di Monastero Interculturale. Il tema del primo anno è Scienza e religione tra Occidente e Oriente; l’anno successivo, col coinvolgimento di altri comuni della zona, Del vivere e del morire, con particolare riferimento alla riscoperta culturale della morte e all’accompagnamento spirituale dei morenti. Nel 2011 la manifestazione, dal titolo Antiche come le montagne, comprende ben quattro convegni, di cui due a Torino e uno ad Assisi, oltre a mostre, concerti e spettacoli. Il ciclo è dedicato a Raimon Panikkar, la cui opera si rivela un riferimento centrale in questo tipo di percorso. Le relazioni del convegno di Assisi verranno raccolte nel volume Raimon Panikkar filosofo e teologo del dialogo, che vedrà la luce alla fine del 2013.
Nel 2012 Monastero Interculturale, a cui collaborano Religions for Peace, il Dialogo Interreligioso Monastico e per talune iniziative il Movimento dei Focolari e il Cottolengo, è dedicato al tema della difesa della libertà religiosa e a quello delle implicazioni materiali e spirituali della crisi in corso: significativo soprattutto il convegno al Cottolengo sul tema L’avere e l’essere: per un’economia al servizio della vita.
Nel frattempo questo ingente sforzo culturale converge nel 2005 nella fondazione di una rivista cartacea, Interdipendenza, e infine nel 2007 dell’associazione Interdependence. Venuta meno la rivista, ne prende il posto il sito www.interdependence.eu, con una newsletter che è inviata a migliaia di indirizzi. Nel corso degli anni si è così venuto accumulando un cospicuo patrimonio di contributi che costituisce una base teorica di notevole rilievo, a cui si deve aggiungere una certa esperienza nell’uso della comunicazione artistica: nell’ambito delle arti figurative, con l’allestimento di varie mostre in collaborazione con la pinacoteca di Torre Canavese, e in quello coreutico, con spettacoli di danza indiana, resi possibili dai contatti con gli ambienti culturali e religiosi di Varanasi, una delle più importanti città sacre dell’India.
D’altra parte iniziano esperienze pratiche sul piano sociale e soprattutto educativo. Dalla convinzione che le società come la nostra a più elevato livello di modernizzazione vivano una profonda crisi dell’educazione, conseguenza della secolarizzazione e dei contesti di vita sempre più artificiosi, scaturisce il tentativo di dar luogo a percorsi per i giovani. Lo testimonia in particolare a partire dal 2008 il progetto Torino città aperta, in collaborazione con l’UCIIM, il Cottolengo e l’Associazione Islamica delle Alpi, in cui si portano studenti della scuola superiore a Porta Palazzo a incontrare la società multietnica e situazioni di sofferenza sociale e personale. L’idea è che i ragazzi d’oggi, cresciuti nella società della tecnica e del benessere, vivano una condizione di deprivazione esperienziale e spirituale da cui è urgente aiutarli a uscire, facendo loro vivere esperienze significative. Connessa a tale progetto, ad opera dell’associazione Progetto Leonardo, è la formazione di un gruppo di volontari di strada che a Torino porta aiuto alle persone senza dimora, venendo a costituire un modello di etica cavalleresca che può rivestire un notevole valore per i ragazzi.
Nel 2013 vengono ridotte le iniziative pubbliche e inizia una fase di più profondo ripensamento sul senso del percorso che si sta compiendo. Si esplora la possibilità, attraverso una serie di incontri più ristretti che si svolgono a Monastero di Lanzo, che la condizione del pluralismo religioso possa essere il fondamento di un cammino spirituale di tipo nuovo. Si tratta di definirne le basi sul piano filosofico e teologico, e soprattutto di enucleare una regola di vita.
Nel 2015 ha inizio una nuova fase di attività pubbliche. In riferimento al contesto internazionale definito da Papa Francesco “terza guerra mondiale a pezzi”, si forma a Torino il movimento Noi siamo con voi, a partire da una manifestazione avvenuta il 10 giugno in solidarietà con le vittime delle persecuzione religiosa in corso. Nel corso dell’anno il movimento promuoverà altre due iniziative, in collaborazione col Consiglio Regionale del Piemonte: Philosophia pacis, dedicata a un confronto interculturale sull’enciclica Laudato si’, e In cammino verso l’uomo.
Nel 2016 questo ciclo si sviluppa, con una nuova manifestazione in risposta al rinnovarsi degli attacchi terroristi, e con una nuova edizione di Philosophia pacis, dedicata a un importante convegno su Panikkar in collaborazione con l’Università e la Facoltà Teologica di Torino.

 

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