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bimbaTutto ciò che è molto importante è anche sempre molto problematico: interroga inquieta e impone di riflettere.

Ci sono mutamenti nel tempo e ogni tempo ha i suoi problemi.
A grandi linee, storicamente il nostro mondo ha visto la famiglia patriarcale lasciare il posto ad un modello di famiglia prevalentemente nucleare, dapprima in una forma stabile e duratura per arrivare all’accettazione sempre più frequente di frantumazioni e moltiplicazioni di nuclei familiari.
Il risultato sono le cosiddette nuove famiglie, un traguardo quanto mai in sintonia con una visione individualistica della vita e con l’economia consumistica, che richiede individui sempre più avulsi dai legami e dalle relative responsabilità, inclini all’immediata gratificazione anziché ad assumere impegni duraturi. Alla crescente globalizzazione fa paradossalmente da contraltare una progressiva atomizzazione: insomma, uomini e donne sempre più omologati e sempre più soli.
Si tende ad associare a questo processo il concetto di evoluzione, sottintendendo così l’idea di un progresso. Chiediamoci però se è questa la linea evolutiva che vogliamo assecondare. Magari con il rischio di “evolvere” fino alla ancor più progredita famiglia inesistente.

Insomma, il nostro tempo vede addirittura, e questo è molto nuovo, il tentativo di liquidare la famiglia, quasi a suggerire che la modernità non ne ha più bisogno.
Questo avrebbe un senso qualora decidessimo che la famiglia non ha, o non ha più, alcun valore, non ha ragion d’essere, non serve a nulla. Ma è così? È una responsabilità che vogliamo assumerci?
Davvero vogliamo andare contro ciò che in profondità ci suggerisce il buon senso, che spesso ragiona in modo opposto al senso comune ma fatica o addirittura non osa esprimersi?

Vale la pena parlarne. E ancor più vale la pena se c’è l’opportunità, provvidenziale, di un confronto tra culture diverse.
Se è vero che vi sono convinzioni legate ad una visione religiosa che sono in contrasto con ciò che suggerisce il pensiero laico. Bene, confronto sia!
Se è vero che vi sono convinzioni del mondo occidentale profondamente diverse da quelle di altre culture. Bene, confronto sia!

Riflettiamo, interroghiamoci: ben venga questo convegno, punto di partenza per una serie di iniziative che ci permettano di allargare lo sguardo a prospettive diverse. E ben venga un libro come Famiglia culture e valori di Claudio Torrero.
Il testo è frutto di un lungo lavoro con studenti di scuola superiore, guidato dall’autore in veste di docente ed educatore. Si tratta di un’indagine in ambito interculturale, più precisamente all’interno di comunità di immigrati “alla ricerca delle radici comuni”. Il risultato è uno sguardo prezioso attraverso gli occhi degli stranieri che vivono in mezzo a noi sulla famiglia, istituzione fondamentale in ogni cultura e in ogni tempo, come dire universale.

Non manca una proposta operativa.

Fermamente convinti che la famiglia sia valore eterno e non possa essere annientata, ma allo stesso tempo timorosi per la consapevolezza che alla sua forza innegabile si accompagna una fragilità che sempre la espone a fenomeni distruttivi, è importante che la famiglia sia capita ed aiutata.
In questa direzione opera il progetto FamilyLab, ideato e gestito da Interdependence, promosso dall’Associazione Vita Consacrata in collaborazione con Diocesi locali come quella di Torino.
Oggi costituire una famiglia, pur rappresentando ancora per molti un passaggio fondamentale della vita, può facilmente apparire un’impresa rischiosa e costosa: cioè non più garantita dalla condivisione di valori e norme di comportamento e anzi in contrasto coi moventi più diffusi. Soprattutto mettere al mondo figli risulta penalizzante rispetto alle infinite opportunità che si presentano, e impone sacrifici spesso non più accettati. Tanto più che essi richiedono ciò verso cui culturalmente si è sempre più confusi: cioè di essere educati.
La costruzione di relazioni familiari deve confrontarsi, prima ancora che con specifiche problematiche psicologiche, con una fondamentale difficoltà culturale. Si tratta quindi di operare alla ricostruzione di un quadro di valori comuni e di pratiche condivise. In tale prospettiva il FamilyLab intende aprire spazi di confronto e di mutuo aiuto tra famiglie, particolarmente riferiti all’educazione dei figli.

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