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Philosophia pacisLo scenario storico in cui viviamo è stato definito da Papa Francesco “terza guerra mondiale a pezzi”: ovvero un conflitto non dichiarato, tra soggetti che, rimanendo spesso occulti, strumentalizzano i bisogni identitari; combattuto con azioni cruente per lo più a spese di popolazioni inermi. Il risultato è che, oltre a un numero ogni giorno crescente di vittime e la cancellazione di intere minoranze, molti milioni di profughi premono sulle frontiere di vari paesi. Una parte di essi, attraverso il Mediterraneo e i Balcani, sta cercando rifugio in Europa. Quest’ultima si trova per varie ragioni messa a dura prova, rispetto al ruolo internazionale e alla sua stessa identità.

Urge, per uscire dal timore e dalla confusione, uno sforzo culturale oltre che politico e sociale.

Il 2 ottobre, ricorrenza della nascita di Gandhi, è stato dichiarato dall’ONU giornata mondiale della nonviolenza. Il Mahatma Gandhi fu egli stesso vittima dei fondamentalismi religiosi del suo tempo, dopo aver guidato l’India all’indipendenza mobilitando le sue più profonde risorse spirituali. Seppe infatti richiamarsi a valori umani tanto universali da riuscire a superare ogni ostacolo, perché ogni cultura e tradizione non può che considerarli propri. Alla sua opera si dovrebbe oggi dunque tornare, ricavandone ispirazione per le circostanze attuali.

Viene proposto nel suo nome un confronto con le grandi sfide del nostro tempo. L’espressione “philosophia pacis” è tratta da Raimon Panikkar, il grande filosofo e teologo del dialogo. La si adotta per dire che ogni serio lavoro culturale deve oggi promuovere le condizioni sociali della pace. Facendo i conti con il pluralismo irriducibile delle culture umane, ma anche con la loro, come diceva Panikkar, reciproca fecondazione.

 

Col titolo Philosophia pacis venerdì 2 ottobre alle ore 17,30, a Torino al Centro Incontri della Regione Piemonte di corso Stati Uniti 23, si svolgerà dunque un convegno che intende essere l’inizio di un percorso. A promuoverlo, insieme al Consiglio Regionale del Piemonte e il Comitato regionale per i Diritti Umani, è il movimento NOI SIAMO CON VOI, sorto in occasione della manifestazione del 10 giugno scorso in solidarietà con le vittime della persecuzione religiosa in atto nel mondo. In quella circostanza aderirono più di sessanta soggetti, tra cui l’Arcidiocesi e le principali comunità religiose, oltre che istituzioni ed espressioni della società civile, tra cui il Consiglio Regionale e il Comune di Torino.

Il sottotitolo del convegno segnala un punto di partenza oggi imprescindibile: L’Enciclica Laudato si’ in una prospettiva interculturale.

È sotto gli occhi di tutti il ruolo che Papa Francesco sta svolgendo nei difficili scenari odierni. Il recentissimo viaggio a Cuba e negli Stati Uniti, e soprattutto gli interventi alle Nazioni Unite e all’incontro mondiale delle famiglie, contribuiscono ulteriormente a farne un leader morale a cui tutto il mondo guarda, ben al di là dei confini del mondo cattolico e cristiano in genere. Ebbene, in quei discorsi e in altri si è continuamente riferito a un testo, pubblicato prima dell’estate: per l’appunto l’enciclica Laudato si’ sull’ambiente, o meglio “sulla cura della casa comune”.  Si tratta di un testo di grande respiro, una sintesi nella quale i problemi e i compiti dell’umanità odierna sono ridefiniti in un orizzonte profondamente cristiano, ma al tempo stesso tale che ogni cultura e tradizione può ritrovarvisi.

Il 2 se ne proporrà una lettura a più voci, tale da esprimere la pluralità delle prospettive che vengono chiamate in causa. Interverranno il filosofo Giuseppe Riconda, il docente della Facoltà Teologica D. Ermis Segatti, il pastore valdese Paolo Ribet, il sociologo Massimo Introvigne, fondatore del CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni. Il punto di vista islamico sarà espresso da Gabriele Iunco e quello buddhista da Giuseppe Jiso Forzani. Agostino Re Rebaudengo, presidente di AssoRinnovabili, porterà il contributo di un imprenditore impegnato nel campo delle energie rinnovabili e Guido Giordano interverrà nella duplice veste di docente universitario di Scienze Naturali e di praticante buddhista. Porterà il saluto delle istituzioni Mauro Laus, presidente del Consiglio Regionale e del Comitato per i Diritti Umani, introdurrà Giampiero Leo, vicepresidente del Comitato e coordinatore di NOI SIAMO CON VOI, modererà Claudio Torrero, a nome di Interdependence e di Religios for peace.

Negli stessi locali prima dell’apertura del convegno, alle 17, avrà luogo l’inaugurazione della mostra I cristiani. La minoranza più perseguitata del mondo, a cura del CESNUR. Da lunedì 5 a venerdì 9 ottobre la mostra sarà poi visitabile presso la Biblioteca della Regione Piemonte in via Confienza 14.

 

Chiediamo a tutti un impegno affinché l’iniziativa abbia buon esito.

Si guarda giustamente al nostro tempo come a un’epoca di crisi. I drammatici eventi in atto sono parte di una trasformazione che il mondo sta vivendo. L’incremento tecnologico e la globalizzazione dei rapporti hanno determinato cambiamenti sotto molti aspetti imprevedibili, anche perché non più adeguate sono le categorie interpretative usuali.

Urge una cultura nuova, e nuove categorie. Una cultura che peraltro abbia radici antiche. Dal terreno che ha nutrito lungo i secoli e i millenni la storia dei popoli devono emergere le soluzioni per l’umanità futura. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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