011.19234193 Redazione 

Senza macchia

È una singolare circostanza che la festa cattolica dell’Immacolata Concezione di Maria coincida con quello che nei Paesi buddhisti di tradizione Mahayana è il Giorno del Risveglio.
Apparentemente i significati sono del tutto diversi. Da un lato c’è la convinzione che la donna dal cui grembo sarebbe nato il Salvatore debba essere a sua volta venuta al mondo senza la macchia del peccato; dall’altro si trova invece una ricerca delle radici della sofferenza che culmina con una comprensione tanto profonda da determinare la liberazione dalla sofferenza stessa. E però, secondo la tradizione biblica, l’essere senza peccato rinvia a una condizione originaria, rappresentata dal racconto dell’Eden, nella quale il peccato non esisteva: una condizione da cui ci si è allontanati, ma che non può essere davvero venuta meno, altrimenti non sarebbe possibile la Salvezza. E, d’altra parte, l’esperienza del Risveglio non è un trovare qualcosa che già non si conoscesse: era già presente, ma come nascosto, essendo la mente macchiata da una visione distorta della realtà.  
In diversi modi i cammini spirituali riconducono a ciò che è originario, che i nostri errori hanno deturpato ma può essere ritrovato nella sua purezza.

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