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Il Poya

Nella tradizione Theravada dello Sri Lanka questa luna piena (30 novembre) è Il Poya. Vi sarebbe stata annunciata la venuta di Maitreya, “l’Amorevole”, il Buddha del futuro: colui che verrà un giorno a restaurare il corretto insegnamento e l’armonia sulla terra dopo un’epoca degenerata.
In molte culture religiose c’è l’attesa di una figura salvifica: come se quel che viviamo, con tutte le sue tribolazioni, ricevesse il suo senso dal futuro. Si dirà che è una visione mitica, ma la nostra stessa epoca moderna ne è stata impregnata: non le appartiene forse l’idea di una rigenerazione radicale, per cui finalmente la giustizia e l’amore tra gli uomini regneranno sulla terra?
A tal punto quell’idea le appartiene da aver prodotto rivolgimenti traumatici, da cui sono spesso derivate sofferenze  maggiori di quelle che si sarebbe voluto risparmiare. Ed è per questo che oggi esitiamo a ricorrervi, proprio quando le inquietudini sul destino della vita sulla terra si fanno più dense.
Ma il segreto, penetrando il senso del mito, è collocare quel futuro nel presente. Se quest’ultimo è svalutato, nulla può venirne di buono. Ma se è pienamente colto, come la dimensione autentica della vita, allora la forza dell’amore può davvero vincere.  

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