011.19234193 Redazione 

Noi siamo con le vittime dello Sri Lanka

sri lankaNoi siamo con le vittime dello Sri Lanka.
A distanza di giorni dall’orrenda strage, tutt’altro che chiaro è quale sia la regia che ha diretto questo crimine, e pressoché impossibile riunire le tessere del mosaico affinché mostrino un disegno coerente.
Quel che si deve intendere è che si è voluto lanciare un messaggio sui corpi straziati dei cristiani riuniti in preghiera nel giorno di Pasqua; che ciò è accaduto in un Paese a grande maggioranza buddhista, il quale anzi storicamente ha avuto un ruolo decisivo nella diffusione del Dharma, tant’è che vi fu messo per iscritto il Canone Pali, che è alla base di ogni tradizione che si richiami al Buddha; poi bisogna ricordare che tale Paese è reduce da una feroce guerra civile che in anni ancora recenti ha contrapposto la maggioranza singalese, di religione buddhista, alla minoranza Tamil, di religione hindu; infine si tratta di sapere che nell’ultimo periodo si sono acuite le tensioni tra la maggioranza buddhista, nella quale affiorano tendenze fortemente identitarie, e le minoranze islamica e cristiana; mentre contemporaneamente si è aperta una grave crisi politica, che lascia intendere contrasti tra diversi gruppi di potere; e tutto ciò in un contesto geopolitico in cui lo Sri Lanka potrebbe avere un ruolo non irrilevante nella competizione tra Cina e India per il controllo dell’Oceano Indiano.
Citiamo per ultima l’Isis, a cui viene oggi attribuita la diretta responsabilità dell’eccidio. Ma non dovrebbe ormai sfuggire a nessuno che il terrorismo islamico, coi suoi registi più o meno occulti, è del tutto interno allo scontro in atto nella ridefinizione dei poteri mondiali. Non solo in Medio Oriente, ma anche nel cuore dell’Asia. Ad esempio due mesi fa, col pretesto di attaccare basi terroriste, l’aviazione indiana ha colpito il Pakistan, sempre più legato alla Cina, mettendo a grave rischio una frontiera che è tra le più pericolose del mondo.
Difficile da valutare infine quanto ci sia del vero nella versione che la strage dello Sri Lanka sia la risposta a quella recente della Nuova Zelanda. Nella quale ha fatto la sua apparizione un nuovo tipo di terrorismo, quello del suprematismo bianco in funzione anti-Islam e anti-immigrazione.
Quel che è certo è che gli eccidi dei civili inermi, in particolare appartenenti alle minoranze religiose, continua a essere un mezzo privilegiato attraverso cui si combatte quello che Papa Francesco a suo tempo ha definito “guerra mondiale a pezzi”. Messaggi crudeli che qualcuno per lo più nell’ombra lancia ad altri, nell’intento di modificare qualche situazione. Tanto meno c’è dunque alternativa, per chi voglia coltivare la speranza, all’essere comunque e in ogni modo dalla parte delle vittime. Che il sangue di questi martiri sia il seme della pace e di un’umanità spiritualmente rinnovata.

noi siamo con voi

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Noi siamo con le vittime di Christchurch

noi siamo con voiNoi siamo con le vittime di Christchurch.

Negli scorsi anni abbiamo avuto sanguinosi attentati i cui autori dichiaravano di rifarsi all’Islam e di combattere una società contraria ai principi religiosi. Ora invece altre vittime, questa volta musulmani in preghiera, uccisi in due moschee da attentatori che affermano di combattere l’Islam e in genere la sostituzione, attraverso gli immigrati, della popolazione bianca. Due facce di una stessa follia. Brandelli di ideologia di facile consumo in rapida circolazione sulla rete, adatti a suscitare l’odio di giovani disperati.

Il mondo in cui viviamo è un enigma per tutti. Elementi diversi coesistono, talora in contrasto tra loro. Diffuse e spesso giustificate sono le ragioni di scontento. In ogni caso, piaccia o meno, le etnie, le culture e le religioni si mescolano sempre più, erodendo ogni facile certezza. Forte è la tentazione di chiavi di lettura semplificate, che dicano chiaramente cosa è da combattere. In qualche misura è comprensibile, ma i pericoli sono grandi.    

Quello che nessuno potrà mai negare è che le vittime, tanto dei “soldati” dell’Isis quanto dei suprematisti bianchi, sono persone inermi, colpevoli soltanto di vivere le contraddizioni di questo nostro mondo. Il loro sangue innocente è l’unica semplice verità che ci sia data.     

comunicato img        

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Asia Bibi

RfPCare amiche ed amici musulmani,
alcuni giorni fa ci siamo sentiti risollevati nell'apprendere che Asia Bibi, che nove anni fa era stata accusata
ingiustamente di blasfemia, è stata dichiarata innocente dalla Corte Suprema del Pakistan.

È di grande significato il fatto che siano stati avvocati musulmani a difendere questa donna cristiana madre di cinque figli, pur sapendo che sarebbero potuti andare incontro a ritorsioni da parte di forze estremistiche presenti nel Paese.

Queste stesse forze, molto distanti quei valori che insieme con molti di voi abbiamo portato avanti in questi anni, hanno fatto pressioni talmente violente nei confronti del governo e del Primo Ministro da indurre ad accogliere l'appello contro la sentenza di assoluzione di Asia Bibi.

Vi chiede, proprio in virtù del nostro impegno comune per costruire buoni rapporti tra le religioni in Italia, ma anche in tanti altri paesi, di fare tutto quello che è nelle vostre possibilità ai vari livelli affinché questa vicenda abbia buon esito ed Asia Bibi possa tornare finalmente in libertà e riabbracciare i suoi familiari.

Continuiamo a pregare e collaborare con persone di tutte le fedi per la libertà religiosa e la dignità umana, coerentemente con quanto anche il vostro Libro Sacro insegna.

Luigi De Salvia

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Noi siamo con le vittime di Pittsburgh

pittsburgh

Senza entrare nel merito dell’aspro confronto che oggi è in atto in Italia e nel mondo, ciò rispetto cui va posto un argine invalicabile è il pericolo di derive in cui siano in gioco la vita  e la dignità umana, nonché valori fondamentali per ogni fede religiosa. Così è nel caso della persecuzione delle minoranze, o quando la necessità di scaricare le tensioni sociali fa sì che si cerchi qualcuno a cui addossare colpe o da fare oggetto dell’ostilità collettiva.

Questa è la ragione per cui vogliamo esprimere preoccupazione per una possibile ripresa dell’antisemitismo. Dalla strage di Pittsburgh all’inqualificabile maglietta di Predappio, ci sono segni che nella coscienza collettiva la via dell’odio antiebraico potrebbe non essere del tutto chiusa. Sappiano vegliare, le diverse culture e tradizioni presenti nella nostra società, affinché non sia ritenuta nuovamente percorribile.   

                                                                                        

                                                                                                               Noi siamo con voi

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Noi siamo contro le armi nucleari

setsukoIl 7 luglio 2017 le Nazioni Unite hanno adottato il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari. Si tratta di una decisione storica, a cui non hanno però preso parte sessantasei Paesi, cioè quanti sono in possesso di armamento nucleare o fanno parte di alleanze che includono la deterrenza nucleare (tra cui l’Italia). In seguito la International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN) è stata insignita del premio Nobel per la pace.

In occasione dell’adozione del Trattato è intervenuta Setsuko Thurlow, sopravvissuta al bombardamento atomico di Hiroshima quando aveva tredici anni. Dal suo discorso è stato ricavato un cortometraggio animato, If You Love This Planet.

https://www.youtube.com/watch?v=i9c6_qobMko

Di seguito la trascrizione del discorso:

Delegati delle ONG, colleghi, cari amici, non avrei mai pensato di vedere questo momento. Vorrei condividere la mia gratitudine per l’eccezionale lavoro e la dedizione di ognuno di coloro che ha messo la propria mente e il proprio cuore in questi negoziati sul trattato.

Sono grata a lei, signora Presidente, per la sua guida, e al segretariato delle Nazioni Unite, alle delegazioni e alle ONG per la loro dedizione nel portarci sempre più vicini all’obiettivo della totale eliminazione delle armi nucleari. Mentre ci raccogliamo nella celebrazione di questa straordinaria conquista, facciamo una breve pausa per sentire la presenza di coloro che sono periti a Hiroshima e a Nagasaki. In quel tempo, nell’agosto 1945, e nel corso di questi 72 anni, centinaia di migliaia di persone. Ognuno delle persone che è morta aveva un nome, ognuna aveva qualcuno che l’amava. Aspetto questo giorno da sette decenni, e sono felicissima che finalmente sia arrivato. Questo è l’inizio della fine delle armi nucleari!

Ricordo, nel 2014, quando molti di noi si sono incontrati a Nayarit, in Messico. Il Presidente della conferenza disse: “Questo è il punto di non ritorno”. Non torneremo alle politiche fallite della deterrenza nucleare. Non torneremo a finanziare la violenza nucleare al posto dei bisogni umani. Non torneremo alla contaminazione irreversibile del nostro ambiente. Non continueremo a rischiare la vita delle generazioni future.

Ai leader dei paesi del mondo, io vi imploro: se amate questo pianeta, firmerete questo trattato. Le armi nucleari sono sempre state immorali. Ora sono anche illegali. Insieme, andiamo avanti e cambiamo il mondo.

Grazie

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